giovedì 22 febbraio 2024
Primo nuovo prodotto del 2024: LA TOVAGLIA A QUADRI
mercoledì 21 febbraio 2024
Lo specchio ha la mia faccia - Notturno, seconda stagione - puntata 14
Prima di inciampare di nuovo
di Claudio Montini
©2024 testo di Claudio Montini
©2015 Immagine di Augusta Belloni
lunedì 12 febbraio 2024
Il Festival è finito... Gli amici se ne vanno...
©2024 Testo di Claudio Montini
sabato 27 gennaio 2024
Mi è venuta così...
Ci sono dodici fratelli...
Ci sono dodici fratelli che fanno girotondo
intorno al sole e prendono per mano il mondo,
contando i passi e i sogni del corso imperituro
che va dal passato remoto all'infinito futuro.
Uno dopo l'altro, uno alla volta si succedono
a fianco del mondo mentre le cose procedono,
recando suoni e colori e aromi, ora tenui ora ricchi,
per panorami e scenari dai nomi e i temi antichi.
Uno splendente fiocco di luce nel buio del cielo
a indicare la via, la verità e la vita oltre l'ultimo velo.
Un cappello di ghiaccio e una calza stesa o appesa,
poco importa, purché piena di una dolce sorpresa.
Mille coriandoli e mascherine e risate di bambini
per richiamare dai mari del sud stuoli di rondini,
foglie e fiori nuovi sui rami prorompono a sicura
resurrezione e vigorosa rinascita di madre natura.
Rose e tulipani coloreranno, forse, aiuole e giardini
ma uova di cioccolato allieteranno grandi e piccini.
Nel mare dorato, bordato di camomille e papaveri
e di selve e prati da ruzzolare senza rimproveri,
si inseguono grilli e cicale in voli e salti e concerti
apprezzabili solo con orecchi e occhi ben aperti.
L'estate promette malto d'orzo e pane croccante
per ristorare e remunerare il sudore della fronte:
intanto avanza con ceste di ciliegie e di fragole,
di angurie spaccate e spartite sotto fragili pergole.
Passato Ferragosto, l'autunno si fa più vicino
se piove al pomeriggio e c'è nebbia al mattino.
Mentre le vigne si arricchiscono di grappoli,
dai spremere nettari per rallegrare i popoli,
il bosco dona ad occhi esperti e mani oneste
castagne, tartufi e funghi per passare le feste.
Quando i comignoli ricominciano a fumare,
viene il tempo per la terra e la botte di riposare,
con un fiore e un lume e, perchè no?, una prece
per chi vive l'eternità all'ombra di una croce,
soltanto apparentemente separato e assente
dall'affetto che si merita ogni essere vivente,
a prescindere da quanto ne sappia o possa dare.
Aprono le danze Gennaio, Febbraio, Marzo e Aprile:
Maggio, Giugno, Luglio e Agosto riempiono il fienile,
mentre Settembre, Ottobre, Novembre e Dicembre
chiudono il cerchio senza fermarsi, come sempre.
Sono dodici fratelli ma non sono affatto gemelli,
sono fatti di lune e giorni, alcuni brutti e altri belli:
pensate che tra loro c'è chi ne ha trenta, chi trentuno
ma ventotto, o ventinove ogni quattro anni, solo uno!
©2024 Testo di Claudio Montini
©2016 Immagine di Orazio Nullo "Tomorrow compass"
venerdì 19 gennaio 2024
Racconto invernale ripescato dagli esordi: buona lettura!!
di Claudio Montini
domenica 7 gennaio 2024
Benvenuto 2024: terza e ultima puntata!
di Claudio Montini
- Terzo e ultimo episodio -
La fretta è una cattiva consigliera e
il mare mi risputò più volte sulla spiaggia: forse quel giorno non
era dell'umore giusto, ma si impara anche così ad annusare l'aria e
sentire da dove tira o dove vorrebbe andare.
Coi treni e con gli anni funziona allo
stesso identico modo, dal momento che passano e se ne vanno quasi mai
aspettandoci: io ho preso un treno alla volta e ne ho persi altri
cento perché, saliti in carrozza, si chiudono le porte e si parte
senza ritorno attraversando campi e vigne da cui non sono uscito
senza pena, se non al prezzo del sudore di sette camicie, con pochi
colpi di fortuna e altrettanti trofei, acciacchi assortiti e altri
guai.
A san Silvestro, l'anno ha staccato il
suo ultimo biglietto e se ne è andato coi botti, come quelli che
l'hanno preceduto, per chi se li è cercati e goduti, per chi li ha
visti e invidiati, per chi li ha esecrati e maledetti: tutti senza
memoria, questo è lo scherzo del destino e il succo dell'inganno di
Capodanno.
Se il buon giorno si vede dal mattino,
quest'ultimo non ha più da tempo l'oro in bocca perché l'ha dato al
banco dei pegni: il nuovo anno appena iniziato è simile a quello
passato, tale e quale senza scampo e senza appello.
I nostri vecchi, uno dopo l'altro, sono
partiti per chissà dove e i superstiti hanno imparato a farne a
meno: è questa la sola vera novità per l'anno che è arrivato e per
quello che verrà, nel regno delle grandi bugie e delle mezze verità.
©2024 Testo di Claudio Montini
©2021 Immagine di Orazio Nullo "Mirrors game" - Atelier des Pixels gallery
Benvenuto 2024, seconda puntata!
La pietà e la compassione erano morte
in culla da troppo tempo e sepolte col favore delle tenebre, in una
notte senza luna, nella terra più lontana dagli occhi e dal cuore.
A chi gridava più forte andava la
vacca e il vitello che, forse, portava in pancia se non se l'erano
già giocato d'azzardo.
I venditori di morte spacciata per vita
migliore, a colori, senza problemi e senza pensieri non si curano del
sudore, del dolore, della fatica, della paura: non lo facevano
allora, non lo fanno adesso e mai lo faranno.
Il denaro non odora di questi afrori:
non ha alcuna fragranza, a dirla tutta: fruscia, tintinna, si
ammucchia, si conta, si muove e si spende come se non ci fosse un
domani perchè, esso stesso, aveva già provveduto ad acquistarlo,
accomodarlo, arredarlo e gestirlo per riprodurlo facendo in modo che
si perdano le tracce delle sue origini.
Dopo tutto, è un servo gentile che
diventa padrone e tiranno più del tempo che si mangia le nostre
vite: è la chiave che apre le porte delle stanze dei bottoni, è la
corda per issarsi sui colli e gli scranni, infischiandosene dei
portatori, dei parassiti e delle pedine minori per godersi la vista e
l'altura.
Ma una volta in cima, si può soltanto
scendere oppure cadere: non siamo fatti per volare, altrimenti
avremmo le ali sul dorso.
Il nonno sognava tre sfere d'acciaio a
sud dell'ombelico, invece di quattro ruote sotto il sedere, per
potersi vantare all'osteria di essere un flipper instancabile e non
soltanto un tram chiamato desiderio, raccontando aneddoti piccanti su
improbabili notti di fuoco con inesistenti amanti, in posti inventati
e visti mai.
Barba fatta, scarpe lucide, lingua
sciolta e a Roma si va: non si era accorto che il tempo aveva stinto
le camicie e che la Città Eterna era soltanto un punto nero, come
tanti altri, sulla faccia curva del mondo.
Andava così e va ancora allo stesso
modo nel regno dei piedi per terra, dei morti tumulati solo se freddi
e rigidi, dell'uovo oggi e forse la gallina domani, ma solo se è
vecchia così ci si avanza il brodo, buono per il risotto con lo
zafferano o la zuppa alla pavese che sfamò, persino, il re francese
sconfitto tra il Naviglio Leonardesco e il Ticino cinque secoli fa.
Aspettiamo e mormoriamo, masticando
bestemmie e bocconi amari, biascicando preghiere imparate male, che
il mondo, se è vero che gira come dicono professori e maestri, prima
o poi passi anche qui da noi, a visitare le nostre contrade.
La luce, il telefono, il metano e
l'acqua del pozzo comunale lo hanno fatto come la ferrovia e io rubo
il burro da sposare al pane con la marmellata di arance, per farmi
uno spuntino di mezzanotte senza rimorsi ma che mi faccia tornare
bambino, seduto sulla sabbia di mare con secchiello e paletta,
intento a cantare alle onde che lambiscono i piedi una supplica
inventata, affinché si facciano più basse e meno spumose, si
quietino quel tanto che basta a farsi abbracciare e cavalcare da un
cucciolo di pianura che crede di saper già galleggiare e nuotare.
- continua... -
© 2024 Testo di Claudio Montini
©2018 Immagine di Orazio Nullo "Bitter goblet" - Atelier des Pixels gallery


