venerdì 19 giugno 2026

Dalla Bottega del Parolaio: TIRI LIBERI di Claudio Montini (Independent publishing 2026)

 Nuoce gravemente alla noia!

di Claudio Montini

Questo non è un romanzo e non è soltanto una raccolta di poesie, intervallate da brani in prosa: è un viaggio, o meglio, è una corsa a tappe che attraversa un territorio nascosto del mio cuore, una porzione poco esposta del mio animo, un angolo in verità cospicuo della mia mente nel quale mi rifugio, sempre più volentieri, in cerca di conforto o consiglio o scampo dalle fatiche e dalle nefandezze della vita. 
TIRI LIBERI non è un pozzo della verità né un armadio dei desideri e, meno che mai, uno specchio parlante: è soltanto uno stagno che ha ricevuto e dato asilo a molti rivoli d'acqua, poco importa se caduta dal cielo o sgorgata dalla terra, in cui ho gettato dei sassi per il gusto di vederne la superficie incresparsi con onde concentriche destinate ad intrecciarsi, accavallarsi e a spegnersi le une nelle altre. 
Funziona così anche con i sogni e le idee degli esseri umani ma provare a raccontarlo, come ho fatto, oppure a leggerlo, come potreste utilmente fare, è un potenziale antidoto alla paura di vivere col sole in fronte perché nuoce gravemente alla noia.

P.s.: disponibile su www.amazon.it e www.amazon.com in elettronico e in cartaceo...

©2026 Testi di Claudio Montini
©2026 Immagini e copertina di Orazio Nullo

giovedì 11 giugno 2026

Dalla Bottega del parolaio: PRENDIAMOCI UNA VACANZA di Claudio Montini (Independent Publisher 2026)

 Non bisogna correre: basta arrivare per tempo...

di Claudio Montini

In tutti gli ambiti della vita, non è necessario correre ma basta arrivare puntuali al traguardo, qualunque esso sia, compreso quello uguale per tutti i viventi. 
Anche in amore vale il medesimo ragionamento e prendersi una vacanza da noi stessi, dalle nostre storie, dalle nostre maschere avendo il coraggio, la sfrontatezza, la generosità di metterci letteralmente a nudo di fronte alla persona che ci piace, ci affascina, ci attrae, in definitiva, è il solo modo per capire la profondità, il peso e la bellezza del sentimento che muove l'universo intero. 
Priscilla e Lucio, procedendo da sentieri esistenziali e culturali diversi tra loro, in una città anonima e defilata come Pavia ma viva ben oltre le apparenze, giungono a scoprire la bellezza del gesto artistico capace, come poche altre cose al mondo, di accelerare e rivelare l'energia e le forze correlate che, tra cielo e terra, sia la filosofia che la matematica non sanno afferrare né spiegare oppure regolamentare. 
Lui, matematico in pensione, visitando una mostra di pittori per diletto in una sala cittadina incontra le opere di lei, infermiera laureata in forza all'Ospedale policlinico San Matteo che si ricrea l'animo nel tempo libero attraverso tele e colori, tra tante altre lì esposte e tornerà più volte ad ammirarle. 
Pensavano di avere perso ogni treno o mazzo di chiavi o biglietto vincente per la felicità e, invece, stavano solamente aspettando il momento giusto, il tempo maturo per innamorarsi restando sé stessi, liberi eppure uniti nel nome dell'amore lungo il resto dei giorni che sarebbero venuti loro incontro. 
Si prendono, infatti, una vacanza da sé stessi e dalla città che li ha fatti incontrare senza lasciarla affatto, nascondendosi agli occhi del mondo circostante per lasciare che l'amore li prenda dal lato umano, rendendo quella cosa vecchia quanto l'umanità stessa una cosa sempre nuova da sognare: come spesso accade durante una bella vacanza. 
Questa è una storia di due cuori, solitari per cause indipendenti dalle rispettive volontà, i quali incrociano le proprie rotte, le rispettive traiettorie, i loro peculiari percorsi in una città che non sa che farsene dell'amore e, in ultima analisi, anche di loro così come degli artisti e degli artigiani del vivere quotidiano o del quieto vivere che la innervano e la popolano. 
Pavia, infatti, si limita allo specifico ruolo di palcoscenico, di quinta e fondale o di scenario appena accennato nel quale Priscilla e Lucio, adulti consapevoli e maturi perché forgiati da esperienze pregresse, scelgono di essere umani fino in fondo facendo delle rispettive vite un capolavoro e prendendosi una vacanza dal mondo senza allontanarsi, senza pubblicità, senza alcun falso pudore. 
Quando nasce un amore, non è mai troppo tardi perché chi si guarda nel cuore sa bene quello che vuole, prende quello che c'è e lo fa senza correre o affannarsi: basta arrivare per tempo.

P.s.: il libro, in cartaceo o in elettronico è già disponibile su www.amazon.it e www.amazon.com

©2026 Testo di Claudio Montini
©2026 Immagine di Orazio Nullo

mercoledì 3 giugno 2026

Una bella idea in Lomellina: immagini, parole e poesie! Evviva!!

Raccontare per immagini la terra amata
di Claudio Montini
 Qualche volta bastano le immagini a scrivere una bella storia, altre volte ci vogliono delle belle poesie lette con garbo e passione e grazia per fotografare la sensibilità e la bellezza di un'anima.
Poi, accade che scocchi la scintilla del colpo di genio e si giunga ad inventare un evento per sposare entrambe le arti, per portare la bellezza laddove c'è più bisogno di sentirsi unici e meravigliosi, non periferie dimenticate dell'impero consumistico occidentale.
Siamo gente di Lomellina ed essa è una zona a forte vocazione rurale, come direbbero quelli che amano confondere le acque: siamo gente di campagna ma non siamo rimasti indietro in nessun modo!
Dobbiamo fare in modo che si conosca la bellezza, discreta, nascosta, pudica eppure tanto a portata di mano da immemore tempo della Lomellina, una terra incastrata tra più fiumi: Rocco Landino lo ha fatto a modo suo realizzando un racconto fotografico che sarà presentato a Breme (PV), domenica 14 giugno alle ore 17:30, presso la sala polifunzionale in via Po al numero civico 30, grazie a Comune di Breme (PV) ed Ecomuseo del paesaggio Lomellino e Associazione Fotografica Frascarolo. 
A dargli man forte e ad arricchire ulteriormente l'evento di cultura e di bellezza, si affiancheranno a lui anche il poeta Marco Feccia con le sue composizioni e le letture di Lorena Cappellato.
E' l'occasione giusta per esplorare la parte più occidentale della provincia di Pavia e della Lombardia meridionale, quella a ridosso del confine con il Piemonte (ci separano soltanto il Sesia o la Sesia, come usano dire da quelle parti, prima che si unisca al Po): inoltre Breme vanta una storia millenaria grazie alla sua Abazia e altre vestigia alto medievali e, comunque, era uno dei tanti punti di sosta noti ai pellegrini francigeni del passato e, me lo auguro, anche moderni e contemporanei così come lo era stato per nipoti e pronipoti di Caio Giulio Cesare diretti o provenienti dalla Gallia. 
Dunque, non avete scuse: segnatevi domenica 14 giugno sul calendario (ore 17:30) per una gita fuori porta diversa dal solito. 
Lorena, Rocco e Marco vi aspettano e saranno lieti di incontrarvi a Breme (PV).

©2026 Testo di Claudio Montini
©2026 Immagine di Marco Feccia condivisa via Facebook