©2026 Testo di Claudio Montini ©2021 Immagine di Orazio Nullo per Atelier Des Pixels "Love & Life playing billiards in the universe"
Gemelli-66
Digito ciò che penso e immagino.
domenica 2 agosto 2026
Buonanotte ai suonatori un po' sballati come me...
lunedì 27 luglio 2026
Dalla Bottega del Parolaio: SOPRA PAVIA SBOCCIA LA FANTASIA di Claudio Montini (Independent publishing, 2026)
di Claudio Montini
(Disponibile su amazon.it e amazon.com in e-book e in formato cartaceo)
Una città non è un teatro ma un palcoscenico senza platea né
loggioni o gradinate: gli attori sono gli spettatori e viceversa,
ridotti o condannati a ripetere il medesimo copione, tra l'altro
uguale in tutte le epoche e a tutte le latitudini, convinti di fare
la differenza.
Pavia né sfugge né si sottrae a questa prova, questa condizione,
questa surreale fattispecie senza essere del tutto convinta: si
presta pensando che, in fondo, tutto scorre e passa via come l'acqua
del Ticino che le ha dato i natali, che la sfiora e a cui lei ha
voltato le spalle.
Il vero protagonista di questi tre romanzi brevi più un racconto che li
precede è il ricordo o la memoria a brandelli, a briciole, a scaglie
impastate e amalgamate con i desideri, le ambizioni, i sogni di una
città che non è mai esistita se non sopra una carta topografica e
nella fantasia di chi l'ha attraversata.
In quello spazio poco aderente alla realtà, tuttavia riscontrabile
dal vero con una passeggiata, sbocciano personaggi del tutto fittizi
tranne che per quel che concerne le loro emozioni, il loro vissuto, i
loro sogni di felicità e benessere quanto le critiche al sistema e
alla apparente immobilità del quieto vivere.
Invece, scrivere o narrare o raccontare, ostinandosi a ricordare le
promesse mancate o le cose non avverate, è un modo come un altro per
gettare due sassi in uno stagno e vedere le rane o i rospi saltare
incontro alle onde, restando ben nascosti o seduti sulle sue sponde.
Genitori e figli, giovani e vecchi hanno in mente di raggiungere il
medesimo traguardo: andare via e tornare vincitori sazi prima
dell'ultimo chilometro, dell'ultimo giro di lancette, dell'ultimo
respiro dimenticando che non serve correre: basta arrivare in tempo
perché, Pavia lo sa bene e da tempo, fare e disfare è tutto un
lavorare.
©2026
Testo di Claudio Montini
©2026 Immagine di Orazio Nullo
venerdì 3 luglio 2026
IL PIANISTA AL CINEMA - Lomello (PV) il 04 Luglio 2026 alle ore 21
Presso l'area esterna della millenaria Basilica di Santa Maria Maggiore in Lomello (PV)
©2026 Immagine condivisa dal profilo Facebook del Comune di Lomello (PV)
venerdì 19 giugno 2026
Dalla Bottega del Parolaio: TIRI LIBERI di Claudio Montini (Independent publishing 2026)
di Claudio Montini
Questo
non è un romanzo e non è soltanto una raccolta di poesie,
intervallate da brani in prosa: è un viaggio, o meglio, è una corsa
a tappe che attraversa un territorio nascosto del mio cuore, una
porzione poco esposta del mio animo, un angolo in verità cospicuo
della mia mente nel quale mi rifugio, sempre più volentieri, in
cerca di conforto o consiglio o scampo dalle fatiche e dalle
nefandezze della vita.
TIRI
LIBERI non
è un pozzo della verità né un armadio dei desideri e, meno che
mai, uno specchio parlante: è soltanto uno stagno che ha ricevuto e
dato asilo a molti rivoli d'acqua, poco importa se caduta dal cielo o
sgorgata dalla terra, in cui ho gettato dei sassi per il gusto di
vederne la superficie incresparsi con onde concentriche destinate ad
intrecciarsi, accavallarsi e a spegnersi le une nelle altre.
Funziona così anche
con i sogni e le idee degli esseri umani ma provare a raccontarlo,
come ho fatto, oppure a leggerlo, come potreste utilmente fare, è un
potenziale antidoto alla paura di vivere col sole in fronte perché
nuoce gravemente alla noia.
P.s.: disponibile su www.amazon.it e www.amazon.com in elettronico e in cartaceo...
©2026 Testi di Claudio Montini
©2026 Immagini e copertina di Orazio Nullo
giovedì 11 giugno 2026
Dalla Bottega del parolaio: PRENDIAMOCI UNA VACANZA di Claudio Montini (Independent Publisher 2026)
di Claudio Montini
In tutti gli ambiti della
vita, non è necessario correre ma basta arrivare puntuali al
traguardo, qualunque esso sia, compreso quello uguale per tutti i
viventi.
Anche in amore vale il
medesimo ragionamento e prendersi una vacanza da noi stessi, dalle
nostre storie, dalle nostre maschere avendo il coraggio, la
sfrontatezza, la generosità di metterci letteralmente a nudo di
fronte alla persona che ci piace, ci affascina, ci attrae, in
definitiva, è il solo modo per capire la profondità, il peso e la
bellezza del sentimento che muove l'universo intero.
Priscilla e Lucio,
procedendo da sentieri esistenziali e culturali diversi tra loro, in
una città anonima e defilata come Pavia ma viva ben oltre le
apparenze, giungono a scoprire la bellezza del gesto artistico
capace, come poche altre cose al mondo, di accelerare e rivelare
l'energia e le forze correlate che, tra cielo e terra, sia la
filosofia che la matematica non sanno afferrare né spiegare oppure
regolamentare.
Lui, matematico in
pensione, visitando una mostra di pittori per diletto in una sala
cittadina incontra le opere di lei, infermiera laureata in forza
all'Ospedale policlinico San Matteo che si ricrea l'animo nel tempo
libero attraverso tele e colori, tra tante altre lì esposte e
tornerà più volte ad ammirarle.
Pensavano di avere perso
ogni treno o mazzo di chiavi o biglietto vincente per la felicità e,
invece, stavano solamente aspettando il momento giusto, il tempo
maturo per innamorarsi restando sé stessi, liberi eppure uniti nel
nome dell'amore lungo il resto dei giorni che sarebbero venuti loro
incontro.
Si prendono, infatti, una
vacanza da sé stessi e dalla città che li ha fatti incontrare senza
lasciarla affatto, nascondendosi agli occhi del mondo circostante per
lasciare che l'amore li prenda dal lato umano, rendendo quella cosa
vecchia quanto l'umanità stessa una cosa sempre nuova da sognare:
come spesso accade durante una bella vacanza.
Questa è una storia di
due cuori, solitari per cause indipendenti dalle rispettive volontà,
i quali incrociano le proprie rotte, le rispettive traiettorie, i
loro peculiari percorsi in una città che non sa che farsene
dell'amore e, in ultima analisi, anche di loro così come degli
artisti e degli artigiani del vivere quotidiano o del quieto vivere
che la innervano e la popolano.
Pavia, infatti, si limita
allo specifico ruolo di palcoscenico, di quinta e fondale o di
scenario appena accennato nel quale Priscilla e Lucio, adulti
consapevoli e maturi perché forgiati da esperienze pregresse,
scelgono di essere umani fino in fondo facendo delle rispettive vite
un capolavoro e prendendosi una vacanza dal mondo senza allontanarsi,
senza pubblicità, senza alcun falso pudore.
Quando nasce un amore,
non è mai troppo tardi perché chi si guarda nel cuore sa bene
quello che vuole, prende quello che c'è e lo fa senza correre o
affannarsi: basta arrivare per tempo.
P.s.: il libro, in cartaceo o in elettronico è già disponibile su www.amazon.it e www.amazon.com
©2026 Testo di Claudio Montini
©2026 Immagine di Orazio Nullo
mercoledì 3 giugno 2026
Una bella idea in Lomellina: immagini, parole e poesie! Evviva!!
Poi, accade che scocchi la scintilla del colpo di genio e si giunga ad inventare un evento per sposare entrambe le arti, per portare la bellezza laddove c'è più bisogno di sentirsi unici e meravigliosi, non periferie dimenticate dell'impero consumistico occidentale.
Siamo gente di Lomellina ed essa è una zona a forte vocazione rurale, come direbbero quelli che amano confondere le acque: siamo gente di campagna ma non siamo rimasti indietro in nessun modo!
Dobbiamo fare in modo che si conosca la bellezza, discreta, nascosta, pudica eppure tanto a portata di mano da immemore tempo della Lomellina, una terra incastrata tra più fiumi: Rocco Landino lo ha fatto a modo suo realizzando un racconto fotografico che sarà presentato a Breme (PV), domenica 14 giugno alle ore 17:30, presso la sala polifunzionale in via Po al numero civico 30, grazie a Comune di Breme (PV) ed Ecomuseo del paesaggio Lomellino e Associazione Fotografica Frascarolo.
A dargli man forte e ad arricchire ulteriormente l'evento di cultura e di bellezza, si affiancheranno a lui anche il poeta Marco Feccia con le sue composizioni e le letture di Lorena Cappellato.
E' l'occasione giusta per esplorare la parte più occidentale della provincia di Pavia e della Lombardia meridionale, quella a ridosso del confine con il Piemonte (ci separano soltanto il Sesia o la Sesia, come usano dire da quelle parti, prima che si unisca al Po): inoltre Breme vanta una storia millenaria grazie alla sua Abazia e altre vestigia alto medievali e, comunque, era uno dei tanti punti di sosta noti ai pellegrini francigeni del passato e, me lo auguro, anche moderni e contemporanei così come lo era stato per nipoti e pronipoti di Caio Giulio Cesare diretti o provenienti dalla Gallia.
Dunque, non avete scuse: segnatevi domenica 14 giugno sul calendario (ore 17:30) per una gita fuori porta diversa dal solito.
Lorena, Rocco e Marco vi aspettano e saranno lieti di incontrarvi a Breme (PV).
©2026 Testo di Claudio Montini
©2026 Immagine di Marco Feccia condivisa via Facebook
sabato 23 maggio 2026
Caso Garlasco? Ancora? No, grazie!
La faccia di bronzo: a ciascuno la sua!
Alla fine di questa triste
storia, ci sarà un sacco di gente che dovrà chiedere scusa e che
non lo farà per tanti motivi: orgoglio, reputazione professionale, meschinità congenita.
Resteranno soltanto cadaveri
decomposti e sepolcri immacolati, montagne di carte bollate e fiumi
di inchiostro, fantasiose ricostruzioni filmate e gli sbadigli di chi
aspetta già altri mostri per dare fiato alla bocca senza
preoccuparsi, minimamente, di avere avviato o connesso il cervello.
Il tempo perduto o non speso non
verrà restituito a chicchessia, né alla vittima o all'assassino, né
al colpevole e tanto meno all'innocente travolto dall'incedere della
macchina giudiziaria.
La verità delle cose è nascosta nei dettagli, nelle pause, tra le righe e nelle sfumature colte durante un battito di ciglia, come una frase banale ma fuori luogo oppure un'ardita allusione, uno sciocco doppio senso oppure un soliloquio intercettato da microfoni nascosti a propria insaputa.
La verità non è una sola e, meno che mai, è quella giudiziaria: lo sanno bene gli studiosi di giurisprudenza perché viene insegnato loro che in quella intercapedine, strettissima e soffocante e angusta, si muovono le pedine del gioco celebrato in un'aula di tribunale, non sui giornali o alla radio o in televisione, comodamente seduti in poltrona e imbellettati e vestiti a festa, opportunamente imbeccati oppure istruiti su quel che si può o che non si deve dire.
Alla fine, la verità delle cose, come sono andate e perché sono andate a quel modo, è fatta così: c'è chi la vede e chi no così come ci sono anche gli altri.
Quelli che si contentano di frettolose spiegazioni, adottando la versione più comoda, quella più rassicurante, quella moralmente più accettabile, quella certificata dal proprio avvocato di fiducia o dal compagno di bevute e giochi al bar o dal solito amico della parrucchiera bene informata.
Vale a dire che se la verità è brutta, sporca e cattiva tanto da fare paura e ribrezzo, si finisce per costruirne una alternativa, più morbida per certi aspetti, che non atterrisca più di tanto e che si possa dimenticare in fretta una volta messo sotto chiave il presunto colpevole: anche senza prove schiaccianti o la cosiddetta "pistola fumante".
Tutto il resto, circo mediatico e depistatori dell'ultimo minuto inclusi, è noia: morbosa, scabrosa, maledetta noia anche per le
vittime che non possono parlare né ritornare in vita a reclamare
giustizia o, almeno, tirare uno sputo, se non addirittura infilare un dito, in un occhio ai propri
carnefici.
Sarebbe bello che potessero farlo davvero e, allora, quanta gente dovrebbe chiedere scusa e andarsi a nascondere vergognandosi della propria faccia di bronzo.
©2026 Testo di Claudio Montini
©2022 Immagine di Orazio Nullo "Three wizards of Oz" - Atelier Des Pixels collection

.jpg)



