sabato 19 marzo 2022

Diciannove marzo duemila ventidue: festa del papà.

     

Vi teniamo d'occhio e vi aspettiamo...

di Claudio Montini


Sei un uomo fortunato, figliolo, non dimenticarlo mai. 
Goditi ogni istante senza rimpiangerlo mai nè rinnegarlo e non voltarti indietro: il meglio deve ancora venire ed è tutto lì davanti a te, anzi, a voi, padri e figli che siete e sarete e che potete persino vederlo danzare all'orizzonte senza che riveli mai le sue dimensioni, nè il suo nome o il suo volto.
Dunque, ogni attimo è capitale da investire, da spendere, da coltivare, da cogliere e da gustare perchè la vita non è come la libertà, che finisce dove comincia quella del mio prossimo, ma ti prende per mano e ti insegna a camminare, a leggere, a scrivere, a far di conto; ti cammina accanto e ti prepara a fare altrettanto con tutta quell'altra vita sconosciuta che aspetta sul limitare dell'orizzonte che hai davanti. 
Puoi dargli un nome comune oppure chiamarlo con il suo, come si fa con gli amici, dedicargli un giorno di festa e sognare di condividere gioie e dolori, asciugandovi la faccia reciprocamente oppure addormentandovi l'uno sulla spalla dell'altro, sotto un cielo di stelle mute e vuote di risposte sul domani che verrà: non sarà mai solo la causa della tua origine ma la montagna da scalare più ardua, la pietra di paragone più rigorosa, il competitore che ti conosce meglio di chiunque altro e quello più difficile da battere e da tirare dalla propria parte. 
Tu sarai sempre suo figlio e lui sarà comunque tuo padre e vi sarete, in ogni caso senza rendervene conto, scambiati e ceduti e strappati e donati e rubati e regalati scampoli, francobolli, briciole d'anima e di sogni anche quando il vostro tempo sarà finito e, l'uno o l'altro, sarete scesi dall'ultimo treno all'ultima stazione: perchè nessuno può fare a meno di ricordare, per quanto male possano ancora fare anche le ceneri delle ingiustizie e delle cattiverie. 
E' la condanna del genere umano: sbagliare e ricordare, cadere e ricordare, amare e ricordare, andare via e farsi ricordare; è la condanna di un padre che si è speso per costruire il nido, affinché potesse insegnare ai cuccioli a volare senza sbucciarsi ginocchia o bruciarsi le ali e precipitare: ma la vita è passata oltre e sopra ai suoi sogni e l'ha chiamato altrove lasciando che ognuno trovasse la propria strada da sé. 
Questa è la tua fortuna, sebbene ne faresti volentieri a meno: poter scegliere da solo la tua direzione, senza sprecare un minuto e senza ascoltare nessuno, seguendo l'istinto e accettando con coraggio le conseguenze delle tue azioni.
Questa è la tua fortuna: giusta o sbagliata che sia, sarà quel che Dio vorrà, ammesso e non concesso che abbia voglia di occuparsene.
Non è giusto, credimi lo so bene, ma adesso so che è così qui da dove teniamo d'occhio e aspettiamo, io e ora anche mamma, te e gli altri venuti dopo di te.

Carlo Montini  (1929 - 1986) - Elda Callegari Montini (1936 - 2019)



©2022 testo di Claudio Montini
©2011 e 2017 Claudio e Alessandra Montini

Non posso fare altro...


 Hang on it there! di Orazio Nullo (2022) è dedicato a tutti i caduti, militari e civili, adulti e infanti, periti nella più stupida e priva di scrupoli e agghiacciante guerra del terzo millennio.
Non abbiamo altro da aggiungere, se non preghiere silenziose. 
Claudio Montini & Orazio Nullo 

© 2022 Claudio Montini e Orazio Nullo diritti riservati

sabato 5 marzo 2022

"ROSSO DUCALE i misteri di Vigevano" in tour: due appuntamenti per scoprire un bel romanzo

 

Ai confini della Lombardia, ai confini della realtà...
di Claudio Montini

Anche se la città ducale, un tempo nota per la produzione calzaturiera con annessi e connessi, ha ripudiato da tempo la sua collocazione geografica e amministrativa per entrare nelle grazie del capoluogo della Regione Lombardia, la Lomellina non smette di amarla e di sentirla vicina come una "capitale morale" poichè Mortara non ha mai provato seriamente a insidiarne il primato, né sul piano politico né su quello industriale. Si tratta, anche nel caso di centri urbani, di due caratteri e due temperamenti completamente diversi sui quali grava la tara del conservatorismo perbenista, molto borghese e molto provinciale, oltre alle bizzarrie del destino che conducono la Storia (quella delle teste coronate e quella scritta dai vincitori) a passare per un posto piuttosto che per un altro.
Eppure, c'è ancora chi se ne innamora al punto da immaginare una bella vicenda di personaggi inventati che evoluiscono tra le vie e i palazzi e le strade di Vigevano, svelando altarini e complotti e misteri ai confini della realtà altrimenti insospettabili. Sotto il vestito, sotto il soprabito stropicciato dell'investigatore dalla vita altrettanto stropicciata e disordinata, c'è una grande umanità con tutto il ventaglio dei suoi pregi e dei suoi difetti: c'è la vita che lotta contro la morte, la ragione contro la follia, con l'amore che non trionfa ma non si spegne, semmai si riaccende.
In ROSSO DUCALE i misteri di Vigevano di Davide Zardo, giornalista e poeta e musicista, pubblicato da Le Mille e Una Pagina editore nel 2021, esplicita il suo amore per la città ducale che lo ha adottato professionalmente sebbene viva a Mede, nonostante vanti natali meneghini.
Proprio da Mede (PV), presso il Castello Sangiuliani sede della Biblioteca Civica della cittadina lomellina, sabato 26 marzo alle ore 16 parte il tour promozionale del libro, dove sarà intervistato da Pier Emilio Castoldi (altro valente narratore e romanziere lomellino d'adozione), le letture del gruppo "Le stelle erranti" e gli intermezzi musicali della pianista Barbara Rubin. Si replicherà, poi, venerdì 8 aprile alle ore 16 a Mortara (PV) presso la Biblioteca Civico 17 dove la giornalista Simona Marchetti dialogherà con l'editore, nella persona di Laura Fedigatti, e l'autore stesso il quale, oltre ad aspettarsi una folta partecipazione promette divertimento assicurato dal momento che non conoscerà in anticipo il contenuto dei quesiti che gli verranno posti. Anche a Mortara, gli interventi musicali saranno a cura di Barbara Rubin mentre le letture saranno appannaggio di  Mari Anti.

©2022 Testo di Claudio Montini - immagine dal profilo Facebook di Davide G. Zardo 


giovedì 3 marzo 2022

Un libro per la Giornata Internazionale della Donna: a Cigognola (PV), le donne lo sanno!

 

Una piccola preziosa bussola per il viaggio verso l'armonia

di Claudio Montini

Un antico adagio latino ammoniva che le parole volano, le cose scritte restano e quelle esemplari trascinano, smuovono, spingono all'azione.
Quale migliore definizione, per indicare un libro e i suoi contenuti? Affinché non rimanga un coacervo di lettere morte, esso va mostrato al mondo, va fatto conoscere e, non da ultimo, va letto e interpretato alla luce della propria esperienza personale.
L'Associazione Culturale "L'Officina delle Buone Idee" di Cigognola (PV) ha raccolto la sfida al torpore delle coscienze globalizzate scegliendo di celebrare la Giornata Internazionale della Donna in un giorno di festa, domenica 6 marzo 2022, con un evento presso la sala espositiva della frazione Valle Cima nel comune di Cigognola: infatti, lì alle ore 17, verrà presentato il volume edito da Guardamagna editori in Varzi La bellezza attraverso la felicità scritto, composto e diretto da Anna Maria Veronesi, medico specialista di medicina estetica, e Raffaella Costa, giornalista e scrittrice.
Un libro non mangia, non beve, non fa rumori molesti eppure è sufficiente andare oltre la copertina e scorrere la prima riga del testo per venire trasportati in un universo parallelo, liberi dai vincoli della quotidianità e del pensiero a cervelli unificati: infatti stimola fortemente la razionalità, il pensiero, la sensibilità verso ciò che ci circonda, la voglia di conoscere cause e ragioni, la voglia di essere felici e di eliminare tutto ciò che ci impedisce di esserlo.
Per questo bisogna andare a Cigognola, domenica 6 marzo: non solo per farsi un giretto tra belle colline già famose per ottimi nettari di Bacco, abili cantinieri e valenti ristoratori.
Le donne, come Anna Maria e Raffaella, lo sanno da sempre e non se lo dimenticano mai, come spesso accade ai signori uomini, che siamo venuti al mondo per essere felici e che, per ogni istante speso su questa terra, abbiamo un disperato bisogno di esserlo per la nostra salute fisica (intesa nel senso greco antico del termine, cioè coniugando natura e psiche), per chi ci vive accanto o condivide la tavola e il tetto, per la nostra autostima.
Ma non solo per questo, sarebbe una buona idea essere a Cigognola, o meglio a Valle Cima di Cigognola, a celebrare con due giorni di anticipo sulla data canonica la Giornata Internazionale della Donna, all'ora del tè, a incontrare due splendide donne che parlano di un libro che può migliorare la vita o, almeno, renderla più accettabile percorrendo piani tematici differenti ma più intrecciati e correlati di quanto normalmente si pensi.
L'estetica e la psicologia, il racconto di vita vissuta e gli strumenti della medicina, la forza interiore, la volontà, la fierezza di chi ha raggiunto il culmine della collina e guarda il baratro da cui è scampato, la narrazione di tutto ciò con le parole della lingua più bella e ricca del mondo come solo la sensibilità e la grazia e l'arguzia muliebri sanno mettere in fila, riga dopo riga, per suggerire il rispetto, il nutrimento, la cura della propria bellezza interiore ed esteriore la quale è la matrice e sorgente della felicità.
Ecco cosa troverete nel libro di Anna Maria Veronesi e Raffaella Costa, se non potrete partecipare alla presentazione di Cigognola (domenica 6 Marzo 2022 alle ore 17 presso la Sala Esposizioni di Valle Cima): la felicità esiste e non è una semplice gioia effimera ma è un percorso, interiore ed esteriore, da compiere con l'aiuto anche dei medici e della narrazione dell'esperienza altrui perchè, lo ripeto volentieri, la felicità esiste e, per di più, è tanto il carburante quanto l'energia per affrontare le prove dolorose della vita. La bellezza attraverso la felicità, pubblicato per i tipi di Guardamagna Editori in Varzi (2021), è un invito a conoscersi, ad amarsi e farsi del bene, anche ricorrendo alla scienza ma senza trascurare una accurata indagine del proprio mondo interiore, cosa che nessun radiologo o chirurgo o patologo generale potrà mai fare; è un invito ad accettare la nostra natura umana che, tutto sommato, è l'universo più inesplorato e, come canta Luciano Ligabue, le donne lo sanno da sempre.
Facendolo vostro, sfogliandolo, compulsandolo, leggendolo avrete finalmente per le mani una piccola preziosa bussola nel viaggio verso l'armonia tra ciò che si è e quel che si vorrebbe essere: probabilmente la felicità è proprio lì che vi sta aspettando.

©2022 testo di Claudio Montini - immagine da Google Images Database

domenica 27 febbraio 2022

LE SCINTILLE: tracce per sogni elettrici - volume 6: UN PUNTO BLU ALLE NOSTRE SPALLE

Claudio Montini
UN PUNTO BLU ALLE NOSTRE SPALLE
LE SCINTILLE: tracce per sogni elettrici
Volume 6 - (2022)

kdp amazon (MOBI) ASIN B09SXDJPJ8 
kob/rakuten (EPUB2) ISBN 1230005443086

Ai confini della realtà, in un ospedale militare estremamente sofisticato quanto nascosto ad occhi indiscreti, un gatto dialoga con un astronauta che non può più volare perchè intossicato dagli isotopi radioattivi e da altre sostanze, sprigionatesi dai rifiuti pericolosi smaltiti sulla faccia nascosta della Luna, che ha trasportato nell'ultima parte della sua carriera. I voli spaziali interplanetari non sono terminati con la fine del programma Apollo della NASA, ma sono proseguiti in sordina e lontani dagli occhi delle masse mondiali: così Jerry, italiano di nascita ma orfano di guerra e figlio adottivo di una coppia statunitense, dopo essere stato pilota militare “prestato” ai servizi segreti, diventa pilota per una azienda spaziale privata che si occupa di smaltire rifiuti pericolosi e nocivi sul satellite naturale del pianeta Terra. Sottovalutando i rischi per poter volare tra le stelle, finisce accanto al suo comandante nello stesso nosocomio con la stessa diagnosi e la medesima fatale prognosi: il maggiore Tom partirà prima di Jerry che affronterà l'ultimo lancio nello spazio ignoto in compagnia del gatto Miccium non prima di aver visto, insieme a quest'ultimo, una puntata speciale di uno spettacolo musicale e televisivo in voga nell'ultimo ventennio del XX secolo. Col felino che canta, balla e parla la lingua degli uomini, Jerry si lascerà senza remore alle spalle il punto blu nell'universo dove ha conquistato il “suo sogno americano”.

©2022 Testo di Claudio Montini
©2022 Immagine di Orazio Nullo

Il colore non è solo luce: è vita, parola, poesia. Anche a Pavia!

C'è vita nell'universo? 

di Claudio Montini

La risposta è affermativa anche quando si tratti soltanto dell'universo culturale di una città affatto grande, come estensione e popolazione, ma con una storia bimillenaria e una solida ultracentenaria tradizione universitaria.
Dunque, anche a Pavia, da troppi considerata periferia dell'impero succube della rutilante Milano, c'è vita e colore e luce e calore.
Tra pochissimi giorni si esaurisce l'opportunità per scrittori e poeti di aderire alla Decima edizione de "Il mio verso libero", domenica 20 marzo 2022 dalle ore 16 alle ore 18, presso l'Urban Center di Palazzo del Broletto, in piazza della Vittoria nella ex capitale del regno longobardo. Premesso che la partecipazione è gratuita, va detto che le iscrizioni si chiudono con la fine del mese di febbraio e i posti sono una decina per poeti e/o scrittori che desiderino leggere o fare leggere dai soci dell'associazione culturale "Arte 17", organizzatrice dell'evento, una delle proprie composizioni: quindi siamo agli sgoccioli col tempo... Per completezza di informazione, va anche sottolineato che l'evento celebra in anticipo la giornata mondiale della poesia (21 marzo), ma è inserito in una mostra che apre i battenti il giorno 11 marzo 2022, è aperta sino al 24 marzo 2022  ed è intitolata I POETI DEL COLORE  dedicata a illustratori, pittori e grafici.
Maggiori informazioni si possono richiedere a arte17.pavia@gmail.com .
Tuttavia, l'associazione culturale Arte 17 offre ai narratori e ai poeti l'opportunità di consegnarle, in conto vendita, copie delle proprie opere per eventuali richieste da parte dei visitatori della mostra che, dall'11 al 24 marzo, sarà aperta quotidianamente: in pratica un servizio di esposizione e marketing senza precedenti per opere letterarie, al costo dei soli diritti di segreteria (tra l'altro, per quindici giorni, estremamente contenuti) e senza nulla dovere all'associazione stessa. 
Ma dove la trovate una piccola "bookmesse", in una location storica, unica (il cuore del centro storico di Pavia) e circondata dalla bellezza dell'arte vissuta con passione?
A Pavia, signore e signori, a Pavia.... C'è vita nell'universo!!

©2022 Testo di Claudio Montini
©2016 Immagine di Orazio Nullo "From bridge to bridge"

sabato 26 febbraio 2022

Utopia o premonizione? Estratto da "L'EREDITA' DI ZOSYMER" - Le scintille volume 3

Il diario del combattente

estratto da "L'eredità di Zosymer" (2021) 
Le scintille: tracce per sogni elettrici - volume 3

 di Claudio Montini

Caro diario,

oggi è il 28 Febbraio 2048 ed è un giorno diverso da tutti gli altri che mi perseguitano con la loro solita routine. 
E' un giorno speciale... 
Ora che ci penso, è da poco più di trent'anni che non è più così, perchè allora in questo giorno è scoppiata la guerra in tutto il mondo. 
Quella che Einstein, Fermi e Oppenheimer si rifiutarono di immaginare, pur sapendo bene a cosa avessero dato vita coi loro studi e i loro esperimenti. 
Mi ricordo ancora tutto, come se fosse successo ieri: avevo solo sedici anni ed ero un normale studente, come tanti altri. 
Era il periodo delle elezioni, c'era ancora la democrazia e chi credeva che con una croce su un pezzo di carta si potesse migliorare le cose; le televisioni parlavano solo di quella stramaledetta politica: di tutti quei politici mangia soldi, di Berlusconi, di Bersani, del succhia sangue Monti e non bastava! 
C'era anche un comico che aveva smesso di fare il suo mestiere, cioè fare ridere, che sbraitava di una rivoluzione immaginaria e viva solo nella forfora della massa di barba e capelli che gli incorniciavano la faccia. Inoltre c'era anche la crisi economica che gravava ormai su ogni angolo del pianeta, accompagnata dalla corruzione, dalla prostituzione, dall'illegalità e dal più semplice, occulto e geniale sistema schiavistico: il signoraggio bancario. 
Il denaro era sovrano e giudice ultimo di vita e di morte; chi custodiva, muoveva e faceva crescere il denaro, a seconda della convenienza del momento, poteva elevare agli altari una nazione o un continente intero e, nello stesso tempo e con lo stesso tratto di penna o click di mouse, strangolarne nel fango della miseria un altro senza la minima pietà verso donne, vecchi e bambini, senza consumare munizioni. Le banche erano le padrone del mondo e i banchieri i nuovi dittatori, in giacca e cravatta e scarpe lucide, affabili come un coccodrillo che fa finta di aver già fatto colazione mentre calcola quanto ci metterà a digerirti, pensando a una tana tranquilla dove farlo. 
Gli altri intanto avevano già i prosciutti davanti agli occhi, il telefonino sempre acceso e appiccicato all'orecchio e il telecomando in mano, erano sempre più ignoranti e sempre più bestie. Nessuno vedeva lo scempio, nessuno lo riconosceva: alle persone interessava solo avere cibo, acqua, casa e, proprio come le bestie, fare sesso solo per volgarità, e quei pochi curiosi che indagavano sul sistema sociale, sparivano misteriosamente. Per distrarre l'attenzione del mondo, sorgevano contrasti e conflitti locali che si sopivano solo con la minaccia di ricorrere agli arsenali nucleari, sempre efficienti e mai smantellati. 
Pochi mesi, forse un anno, dopo quel periodo d'instabilità, finalmente i partiti fecero pace, gli Stati evitarono di farsi la guerra e le religioni trovarono persino il modo di convivere, ma era solo un'illusione, la bella copertina di quello che sarebbe capitato in seguito.... 
Lo stesso giorno di tre anni dopo, gli ex paesi socialisti dichiararono guerra agli USA e agli alleati UE. Fu una guerra tremenda, anche se di appena cinque anni, che privò la terra delle sue risorse, i cittadini della pace e della poca ricchezza per regalargli il terrore. 
Furono molti a morire in nome del proprio ideale e, come me, non ci eravamo resi conto che ancora una volta eravamo dei burattini in un piano già organizzato. 
Passai ben quattro anni della mia giovane vita a marciare, strisciare, sparare e sopportare quel freddo, quel freddo che ti perseguita mentre aspetti di uccidere o di essere ucciso. Quella esperienza mi segnò molto.... 
Vedere i corpi, gli arti dei compagni colpiti che saltavano in una rossa nube; interi battaglioni cadere come mosche irrorate di insetticida e la paura di ogni giorno che superava il dolore del mio naso rosso sulla faccia bianca dal gelo. 
Quella era la missione, ultima e unica, non detta e indicibile: sopravvivere per essere pronti alla battaglia successiva; dopo molto sangue, la guerra finì solo in apparenza: i due schieramenti si concessero una tregua, l'uno all'insaputa dell'altro. Pochi si illusero che, come settant'anni prima, i politici superstiti avviassero serrate trattative per spartirsi il mondo: ogni Paese era ormai senza forze e per assicurarsi un minimo di vittoria, gli USA e la nuova URSS, la cui rifondazione aveva rianimato il bellicoso orgoglio slavo e orientale, lanciarono reciproci attacchi nucleari in tutto il mondo e, quello che accadde in seguito, fu nulla a confronto di quanto avevo già vissuto. 
Era il 15 Luglio 2022. 
Quella mattina stavamo occupando il centro di Mosca e allestivamo basi di controllo e posti di medicazione da campo; eravamo prossimi alla conquista della centrale informativa e strategica degli orientali: il cervello delle truppe avversarie e la stanza dei bottoni atomici. Ci avevano detto che la sua conquista avrebbe evitato che qualche dito troppo nervoso pigiasse il bottone sbagliato, da entrambe le parti: l'allarme di attacco nucleare in corso lacerò l'aria, raggelando il sangue nelle vene a tutti perchè, ancora una volta, i politici ci avevano preso in giro. 
In quel momento i rumori di spari, granate, esplosioni e morte cessarono coagulandosi in un silenzio assordante e ogni uomo, soldato o civile che fosse, fu preda dell'istinto di conservazione e mostrò la sua natura bestiale. 
Cessarono i combattimenti, si gettarono armi e munizioni ingombranti, mentre ogni uomo ancora valido cercava di salvarsi cercando rifugio nella metropolitana moscovita. 
Nessuno guardava all'altro e nemmeno si curava del suo prossimo, amico o nemico che fosse; solo poche centinaia di unità umane riuscirono a ripararsi, prima che il giudizio universale si imponesse sul teatro delle operazioni. 
Ebbi fortuna, molta fortuna; fui proprio uno degli ultimi a varcare la soglia mentre l'adrenalina si sostituiva alla ragione: forse per questo sono ancora vivo. 
Dopo che si chiuse l'imponente porta, l'esplosione fece il resto e, per mezzo secondo soltanto, si sentirono le urla bruciate dal dolore: poi fu solo silenzio. 
Noi pochi superstiti, intrappolati nel sottosuolo ma al riparo dalle radiazioni, ci guardammo negli occhi impauriti e potevamo solo aiutarci a vicenda perchè eravamo nella stessa trincea, con una sola ultima e sempre uguale missione possibile: sopravvivere. 
A distanza di oltre venticinque anni, una generazione si sarebbe detto cent'anni fa, questa metropolitana è diventata la nostra casa, una casa infestata da attraenti e mortali anomalie, da mutanti incredibili e feroci, figli infelici dei radionuclidi infiltrati dall'acqua e dalle nevi che hanno sferzato la terra contaminata sopra le nostre teste. 
Ma non tutti gli isotopi radioattivi, evidentemente, vengono per nuocere: oltre ai mostri, essi hanno dato vita agli Stalker. 
Con questo termine si definiscono coloro che viaggiano nella metro e si avventurano là fuori, sulla superficie, sfidando alti livelli di contaminazione e i mostri perchè nel loro organismo si è alzato il livello di tolleranza alle radiazioni e si sono sviluppate capacità extrasensoriali, tattiche e fisiche superiori ai migliori uomini che ebbi sotto il mio comando. Sono guerrieri solitari e nomadi che vanno a caccia di tesori, ovvero tutto quello che si può recuperare dal mondo devastato per agevolare la sopravvivenza nella metropolitana; poi barattano ciò che trovano con l'ospitalità per qualche notte, cibo e una donna che non vada troppo per il sottile, ma non si legano a nessuno: la mala pianta dell'egoismo ha, di nuovo, attecchito formando fazioni che ancora una volta muoiono scannandosi fra di loro per opposte ideologie. 
Dopo tutte queste esperienze sono molto cambiato, ma sono fiero dei miei cinquantuno anni: sono durato più a lungo di tanti altri, anche se non ho più nulla da perdere. 
Oggi appartengo alla fazione dei banditi, bastardi che rubano al primo che incrocia la loro strada, solo per sopravvivere fino al giorno successivo, senza costruire nulla per il futuro... 
Sono diventato un bastardo senza gloria, una bestia proprio come tutti gli altri. 
La mia sola fortuna, oltre a quella di essere sopravvissuto alla bomba, è stata quella di avere incontrato quello strano Stalker che sembrava fosse in grado di leggermi dentro la testa e che mi ha levato da guai molto grossi, quanto un Tetraklyon assetato del mio sangue e della mia materia cerebrale, quando ero a terra e senza munizioni aspettando il colpo finale. 
Mi ha rimesso in sesto, rattoppato e istruito su come cavarmela da solo quando se ne sarebbe andato, perchè doveva fare ancora molta strada per raggiungere un posto dall'altra parte del mondo. 
Anche se non voleva compagnia, l'ho seguito per aver l'occasione di sdebitarmi ma il destino o non so cos'altro, forse un effetto secondario della bomba che ha generato l'inferno in cui mi muovo, ha provocato un terremoto che ha fatto crollare un palazzo con una enorme parabola sul tetto. 
Rimase schiacciato da quella che sembrava essere la sua ultima speranza di lanciare un messaggio a chissà chi nel cielo, a volte grigio a volte violaceo, che stava immobile sopra le nostre teste. 
Non so come, nè dove, abbia trovato la forza per cavare fuori questo aggeggio e regalarmelo, raccomandandomi di farne buon uso e scrivere tutti i giorni come mi aveva insegnato, con grande pazienza; gliene sono grato perchè ho capito che è l'unico momento della giornata in cui smetto di pensare solo a sopravvivere e ritrovo un barlume di civiltà, quella che non riuscivo ad apprezzare fino in fondo quando ero soltanto uno studente imbevuto di idee altrui e illuso di poter cambiare il mondo con un fucile in una mano e un computer palmare nell'altra. 
Non guardo più davanti a me e neppure dietro; ogni giorno ha la sua pena e la sua preda da catturare per sopravvivere, perchè questa è la sola missione che mi sia rimasta da portare a termine sebbene non sia più certo che alla fine della marcia, della battaglia, della guerra ci possa essere ancora qualcosa in piedi da conquistare.

©2021 Testo di Claudio Montini da un soggetto di Gabriele Balzano 

©2021 Immagine di Orazio Nullo