venerdì 23 dicembre 2022
domenica 18 dicembre 2022
La geografia della vita - Notturno, seconda stagione - puntata n. 4
©2022 Testo di Claudio Montini
©2014 Immagine di Augusta Belloni
Diciotto Dicembre 1986- Diciotto Dicembre 2022
©1968 Immagine di Anna Mazzocchi Callegari
lunedì 5 dicembre 2022
Consigli per gli acquisti: GLI ATOMI volume 15: "Foto ricordo Pavia da asporto" di Claudio Montini (2022).
Foto ricordo Pavia da Asporto
GLI ATOMI micro romanzi per chi va di fretta
Volume 15
(2022)
ISBN 1230005944378 (epub2) (kobo.com)
ASIN B0BMZ9JRLB (mobi) (amazon.com, amazon.it)
ISBN 9798364745705 (cartaceo) (amazon.com.amazon.it)
«[…] Avere una sedia vuol dire avere la
pazienza di ascoltare la vita, la pazienza di aspettare che la ruota
giri per il verso giusto, la pazienza di salutare un treno che va e
uno che viene senza chiedere altro in cambio che un giorno in più...
Mi piaceva pensarla così
ma l'aria di Pavia non era più buona come una volta: doveva esserci
in giro qualche polvere sottile cui ero allergico a mia insaputa,
perchè avevo gli occhi bagnati e le guance rigate mentre l'ospite
nella mia testa, dal nome vagamente tedesco, spingeva i miei piedi
altrove.
Verso casa, senza fretta; mi bastava arrivare a casa per l'ora di
pranzo: Pavia e il suo fiume avrebbero fatto a meno di me, per oggi,
mentre il domani l'avremmo lasciato nelle mani di Dio.[...]»
Maurizio, portalettere in pensione, è consapevole di essere affetto
dalla malattia di Alzheimer, sebbene essa sia ancora nella fase
iniziale. Per carattere, decide di andarle incontro e non di aspettare che si
manifesti in tutta la sua invadenza: sceglie di esercitare la mente e
il corpo con impegno costante, convinto di convivere a lungo con
questo ospite dal nome vagamente teutonico o, per lo meno, esaurire
le proprie energie e spegnersi prima che ci riesca lui. Desidera che la morte lo trovi ancora vivo e non ridotto allo stato
vegetativo o incapace di intendere e di volere, nella Pavia che lo ha
adottato e che ha plasmato la sua esistenza portando con sé,
altresì, qualche foto ricordo impressa nella memoria dell'anima. Il personaggio, semplice ed eccentrico allo stesso tempo, che
incrocerà la sua rotta non farà altro che confermare la bontà
della sua strategia per battere l'ineluttabile destino, liberandolo
da ogni timore circa il futuro.
Per Natale, per l'anno nuovo, per voi e per una buona lettura!
©2022 Testi di Claudio Montini
©2022 Immagine di Orazio Nullo per Atelier Des Pixels
venerdì 25 novembre 2022
Marionette da rottamare - Notturno, seconda stagione - puntata n. 3
©2022 Testo di Claudio Montini ©2014 Immagine di Augusta Belloni
lunedì 14 novembre 2022
Anteprima...
Foto ricordo Pavia da asporto
di Claudio Montini - 2022
Volume 15
GLI ATOMI micro romanzi per chi va di fretta
Prossimamente ne parlerò!!!
Non ho mai avuto troppa
pazienza, anzi, non ne ho mai avuta del tutto, non mi va genio di aspettare che il mondo passi anche dalle mie parti e preferisco
andargli incontro.
Anche a piedi, un passo
dopo l'altro, uno davanti all'altro.
Anche se lui gira da
millenni e non ha mai smesso di farlo.
Anche se mi stanco
facilmente e torno da dove son venuto.
©2022 Testo di Claudio Montini
sabato 29 ottobre 2022
Accade a Mezzana Bigli (PV): presentazione del romanzo con parole e musica...
Tutto è bene quel che finisce bene? L'amore trionfa?
Ai posteri, pardon, ai lettori l'ardua sentenza: intanto le ombre e i giorni del commissario Spada, nostalgico milanese trapiantato a Vigevano, filosofo con la pistola e la lente d'ingrandimento alla Sherlock Holmes, si allungano e svaniscono ma non risolvono il misterioso cammeo della duchessa che, tra le righe e dietro le quinte della storia, si riappropria della pianella sottrattale da un servo devoto il giorno che venne deposta nella Certosa di Pavia; si aggira per le strade della amata Vigevano per constatare quanto i poveri, a lei così cari, siano sempre più marginalizzati da crapuloni borghesi; lascia entrambe le calzature come prova a carico del colpevole, vendicandosi così di tutti coloro che avevano avvelenato la città in cui aveva vissuto un poco di felicità e liberandosi da ogni vincolo con questa valle di lacrime.
ROSSO DUCALE è un romanzo soltanto in apparenza semplice, lineare, scorrevole nella lettura e nella immaginazione (nel senso anglofono del termine, ovvero la creazione di immagini dal testo): in realtà è un complesso meccanismo multistrato, come la cosmologia tolemaica e aristotelica fatta di sfere inserite le une nelle altre e influenti tra loro, un filo d'acciaio teso tra due mondi paralleli su cui Davide G. Zardo cammina con estrema prudenza registrando ogni possibile fluttuazione di energia, rendendola godibile e apprezzabile anche a noi comuni mortali col puntiglio e con la grazia e la sensibilità propria dei poeti.
Il centro della costruzione rimane l'uomo: non il commissario, né la vittima, né i collaboratori, neppure il colpevole o i suoi complici; è l'essere umano e ciò che sente e che prova e che vive ad essere coprotagonista insieme alla città, che non è più soltanto teatro o fondale o quinta fissa, ma diventa soggetto da scoprire, da conoscere, da studiare rivelandosi carico e pregno di storia, di storie e di bellezza che merita più di uno sguardo di annoiata sufficienza.
Poi viene l'omaggio ai grandi giallisti del passato, adottandone lo schema narrativo: la morte violenta, l'inchiesta, la raccolta dei dettagli e delle informazioni, il ragionamento e la riunione dei presunti colpevoli e dei comprimari in una stanza, un tranello ben allestito e una disamina retorica dei fatti, un bel rasoio di Occam, che inchiodi il colpevole alle sue responsabilità lasciandogli solo la scelta tra l'ammissione di colpa o la disperata fuga.





