giovedì 20 ottobre 2022

Atto di fede - Notturno, seconda stagione - Puntata n. 2

ATTO DI FEDE


 Cinque minuti dopo l'ultimo secondo, ci stupiremo di essere ancora vivi e congederemo col sorriso stampato sul viso, come l'effigie di ceramica che va a sbiadire in un cimitero o in un cassetto dimenticato da tutti.
Salvati o perduti, liberi o prigionieri, assolti o condannati, premiati o puniti: cosa mai potrà importarcene se saremo atomi frenetici pronti ad essere rimescolati, ricombinati e ricostituiti in altre forme di energia e di vita.
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma... Per chi ci crede ancora!

©2022 Testo di Claudio Montini   ©2014 Immagine di Augusta Belloni

domenica 16 ottobre 2022

Letti & Piaciuti: LA CURIOSA STORIA DEL TEO MORINI di Pier Emilio Castoldi - Ed. Le Mille e Una Pagina (2021)

 Pier Emilio Castoldi

LA CURIOSA STORIA DEL TEO MORINI

Le Mille e Una Pagina Editore  (2021)
 

Una bella storia d'amore, morte e libertà

di Claudio Montini

Un capolavoro è tale, specialmente in letteratura, se al termine della lettura si è disposti a rileggerlo da capo e per intero, come se fosse la prima volta che si vada oltre la copertina. 
LA CURIOSA STORIA DEL TEO MORINI (Le Mille e Una Pagina Editore, 2021), composta e diretta da Pier Emilio Castoldi con rara maestria, eleganza e ciglio asciutto, è un capolavoro per un elevato numero di ragioni e tutte squisitamente letterarie: per la trama; per gli scenari tanto immaginari e così altrettanto veri; per la lingua curatissima eppure di facile ascolto; per il ritmo e il tono e lo stile della narrazione capace di essere lirica e didascalica, senza indulgere troppo nell'una o nell'altra cosa e senza perdere fascino e magia; per il profilo netto e intellegibile dei personaggi maggiori e minori che compongono il coro di questa tragedia greca e che, come quello, declamano la morale universale sottesa in tutta la storia e rivelata, solo alla fine, dall'unico personaggio davvero degno di essere definito essere umano perchè capace di amare oltre ogni apparenza, oltre ogni pregiudizio, oltre ogni ombra. 
Se ve la vendono come la storia di un pazzo che sogna di riavvolgere il tempo, convinto di trovare il punto in cui le cose hanno cominciato ad andare male, quasi sicuro di ripararle e farle andare per il verso giusto, non credeteci: Teo Morini è un sognatore ma non è un pazzo, è un'anima pura e fragile ma lucida e capace di amare il suo prossimo al punto tale da aborrire l'idea farlo soffrire in qualunque modo, uno spirito generoso e giusto e libero che la vita ha tormentato fin troppo. 
Castoldi, con LA CURIOSA STORIA DEL TEO MORINI, offre al lettore una bella storia d'amore, morte e libertà in pieno stile neorealista ma nel senso primigenio del termine, ovvero di stile opposto a quello finto e sofisticato dell'era dei telefoni bianchi, della retorica di partito e di massa dello storicismo e del narcisismo calato nella letteratura d'evasione come una cappa soffocante ogni entusiasmo per la lettura e la fantasia. 
Gli anni in cui si svolge la storia sono proprio quelli in cui nasce e si sviluppa quella corrente cinematografica e letteraria, c'è un fiume e un piccolo paese di pianura come ce ne sono tanti: ma, appunto, recuperando lo spirito degli esordi del neorealismo e saldandolo con il gusto per la musicalità intrinseca della frase scritta e detta, compiendo cioè la stessa operazione che il progressive rock ha tentato sul finire degli anni Sessanta del XX secolo, l'autore lomellino di nascita riesce a confezionare un periodare ritmico e sinfonico e armonico, mai greve e mai banale e mai noioso, capace di riconciliare con la bella letteratura italiana anche il più svogliato e recalcitrante dei lettori entusiasmando ed emozionando, allo stesso tempo, quelli più avvezzi a volare via dalle brutture della realtà quotidiana tuffandosi tra le righe di un libro. 
LA CURIOSA STORIA DEL TEO MORINI (Le Mille e Una Pagina Editore, 2021) non si può riassumere, sarebbe un delitto che non si merita: è una storia di una fluidità, una scorrevolezza, una piacevole lievità (simile alla più magistrale delle sfogliatelle o del più fragrante millesimato con bollicine) che non si può fare altro leggerla liberando la mente da qualsiasi pregiudizio, liberando il cuore da ogni stereotipo, lasciandosi cullare dalla successione dei quadri narrativi esattamente come si fa con una sinfonia: la magia della letteratura accadrà da sé e sentirete echi di Pavese, Bacchelli, Fenoglio, Piero Chiara, Guareschi, Zavattini fino ad arrivare ad Andrea Vitali, passando persino per Pasolini cui sarebbe piaciuto, forse, il soggetto per un film ma avrebbe anche applaudito il risultato raggiunto da Pier Emilio Castoldi, ovvero quello di avere reso attuale e aggiornato lo stile e i temi cari alla tragedia greca, al romanticismo di fine Ottocento, alle tensioni di tutto il Novecento in cerca di una nuova modalità di comunicazione riguardo alle due anime contrapposte nello spirito del genere umano. 
Non c'è nostalgia per il passato, non c'è giudizio, non c'è il messaggio rivoluzionario a tutti i costi: c'è l'umanità coi suoi pregi e i suoi difetti, tutti rappresentati; c'è il sogno per chi vuole sognare; ci sono lacrime di commozione per la tenerezza e il garbo e il pudore con cui si racconta l'amore, così come si racconta il dispiacere per non avere capito in tempo; c'è la consapevolezza che comunque la vita va avanti, come la strada oltre il ponte oppure oltre una curva o un punto in cui è accaduto qualcosa che ci ha fatto male: bisogna non avere paura di passare oltre e correre incontro al futuro.

©2022 testo e foto di Claudio Montini 





 

domenica 2 ottobre 2022

Lucio Dalla - La sera dei miracoli (Video Live)


Nelle tempeste, istintivamente ci si aggrappa a qualsiasi cosa che abbia una parvenza di solidità, anche una canzone può essere un scoglio o un galleggiante che ti tiene a galla. Riuscire a mantenere lo spirito che avevi prima di varcare quella soglia, nonostante le rose e le spine che ti hanno comunque graffiato la pelle e l'anima, è un atto di coraggio e una scommessa sul futuro che merita ammirazione. Io preferisco me stesso di adesso, non quello di allora, nonostante la stanchezza e il peso della croce che mi porto appresso: non ho ancora speso del tutto la mia monetina e sento che non è ancora giunto il momento di interrare la croce col mio nome sopra. Mi ostino a vivere, mi ostino a sperare, mi ostino ad aspettare che la sera dei miracoli sia quella che ancora deve arrivare. (testo di Claudio Montini)

martedì 13 settembre 2022

L'avvocato delle cause perse - Mi è scappata una poesia dalle dita...

L'avvocato delle cause perse

di Claudio Montini

Da tempo non pensavo più a te.
Guardavo al passato e non c'eri:
eppure tra tutte le cose capitate,
vittorie o sconfitte e mille mestieri,
eri l'unica a far degna d'esser vissuta
l'intera teoria d'albe e tramonti e nottate
affastellate alla rinfusa o a ragion veduta
sulle mie spalle sferzate e sgraziate.

Domani è un altro giorno, avanti Savoia!
Fai ciò che puoi senza aspettare alcuna gioia.
Dai ciò che hai senza aspettare ricompensa:
per i servi, solo briciole cadute dalla mensa.

Amare il prossimo più di me stesso,
questo il reato che mi sono contestato.
Non ho più scampo né via di fuga adesso,
fuorché il mondo fittizio che ho inventato.
Ho rubato fiumi di parole a secchiate
mescolandole a desideri e sogni bislacchi:
le ho condite, farcite, distese e tagliate,
le ho cucite con spago e carta da pacchi

Domani è un altro giorno, avanti Savoia!
Fai ciò che puoi senza aspettare alcuna gioia.
Dai ciò che hai senza aspettare ricompensa:
per i servi, solo briciole cadute dalla mensa.

Mi rimetto, contrito, alla clemenza della corte,
sebbene reputi linda e innocente la coscienza:
ho fretta, si badi, non ansia di sapere la mia sorte,
sebbene il destino non difetti affatto di pazienza.
Intanto sogno, sì, sogno sempre in grande:
Il futuro, breve o lungo, è un foglio bianco
sul quale una storia o una poesia si stende
per rifocillare e nutrire anche l'occhio stanco.

Domani è un altro giorno, avanti Savoia!
Fai ciò che puoi senza aspettare alcuna gioia.
Dai ciò che hai senza aspettare ricompensa:
per i servi, solo briciole cadute dalla mensa. 

©2022 Testo di Claudio Montini - inedito - diritti riservati all'autore
©2021 Immagine di Orazio Nullo "The key" - Collezione Atelier Des Pixels


Accadrà a Pieve del Cairo (PV): domenica 18 settembre

Prima edizione di LomeNoir!!!


 Si celebrerà a Pieve del Cairo (PV), presso la sala polivalente ex S.O.M.S di piazza Marconi, domenica 18 settembre la prima edizione di LomeNoir che altro non è che una rassegna letteraria o micro festival letterario dedicato al romanzo poliziesco o noir o giallo che dir si voglia.
Ci sarà un sacco di bella gente, ne sono certo: una parte di loro parlerà dei libri che ha scritto, il resto ascolterà attento e partecipe, alcuni compreranno i volumi che la Libreria Le Mille e Una Pagina (di Mortara) si occuperà di mettere in vendita.
Anche se non li comprate subito, fa lo stesso: l'importante è che sappiate che ci sono e vi aspettano per regalarvi momenti sereni e distensivi senza effetti collaterali.
La vostra presenza sarà gradita e gratuita come l'ingresso alla sala. Che altro dirvi? Ah sì. c'è un sito da consultare con le informazioni di base, www.lomenoir.it 
Da Lomello è tutto, a voi la linea!

©2022 testo di Claudio Montini - immagine dal web

giovedì 8 settembre 2022

Antifona d'ingresso - Notturno, seconda stagione, puntata 1

Antifona d'ingresso

L'amore è come l'acqua: prima o poi trova la sua strada, scavando goccia a goccia ogni roccia e stravolgendo tutto ciò che incontra sul suo cammino. 
Anche la vita degli esseri umani: soprattutto quella.
Sebbene tra di loro, vi sia ancora una considerevole minoranza che non ne ammetta oppure, del tutto, ne ignori l'esistenza.

Inizia la seconda stagione del Notturno: mettevi comodi e ne leggerete una per colore...

©2022 Testo di Claudio Montini     © 2014 Immagine di Augusta Belloni

sabato 3 settembre 2022

Accadrà a Lomello (PV), sabato 10 settembre 2022

 

BENVENUTA TEODOLINDA

di Claudio Montini

Bentornata in questo cuneo di terra, incomprensibile come il tassello che si fa all’anguria per capire se sia buona o ti abbiano rifilato una “saponetta” insipida: alla fine lo capisci solo al primo boccone della prima fetta.
E’ una terra strana, che tutti bramano ma nessuno ama; dove la Storia passa ed è passata ogni giorno, ma non si è mai fermata; è una terra senza memoria e senza cuore perché l’unico valore che non scade è aver pance e borse piene, il resto del mondo vada pure in malora.
Voi, regina Teodolinda, lo sapete bene, l’avevate già capito quando avete seppellito i vostri mariti; voi, costretta a scappare persino dalla capitale del regno, avete accettato un altro guerriero nel letto matrimoniale ancora tiepido affinché quel popolo, che era diventato il vostro amato popolo, non avesse a patire lutti e pene d’una guerra di successione: soltanto a Lomello non hanno mai smesso di ricordare le nozze col duca di Torino, momento unico in cui la Storia si è fermata a riposarsi in riva all’Agogna per ricominciare.
Bentornata in questa terra illusa e avvelenata dal commercio e dal progresso, dove non si semina più grano ma cemento armato, dove si strappano ghiaia e sabbie dal suo ventre per riempirlo di rifiuti e fanghi industriali, dove nessuno si vuole sporcare né le vesti né le mani: ci piace far fortuna senza muovere un dito, magari accodandoci ai furbi e ai vincenti, sicuramente invidiandoli a morte.
Pavia sapeva, faceva, ascoltava e curava: Pavia ha smesso anche di ricordare perché il passato è solo vecchio ciarpame da buttare.
I vecchi, inascoltati, si vendicano pretendendo silenzio anche da chi ha ancora tutta la vita da campare.
Benvenuta, Teodolinda signora di Pavia e di Longobardia.

© 2011 Testo di Claudio Montini
©2022 Immagine dal web/ Pro Loco Lomello Facebook profile