di Claudio Montini
In tutti gli ambiti della
vita, non è necessario correre ma basta arrivare puntuali al
traguardo, qualunque esso sia, compreso quello uguale per tutti i
viventi.
Anche in amore vale il
medesimo ragionamento e prendersi una vacanza da noi stessi, dalle
nostre storie, dalle nostre maschere avendo il coraggio, la
sfrontatezza, la generosità di metterci letteralmente a nudo di
fronte alla persona che ci piace, ci affascina, ci attrae, in
definitiva, è il solo modo per capire la profondità, il peso e la
bellezza del sentimento che muove l'universo intero.
Priscilla e Lucio,
procedendo da sentieri esistenziali e culturali diversi tra loro, in
una città anonima e defilata come Pavia ma viva ben oltre le
apparenze, giungono a scoprire la bellezza del gesto artistico
capace, come poche altre cose al mondo, di accelerare e rivelare
l'energia e le forze correlate che, tra cielo e terra, sia la
filosofia che la matematica non sanno afferrare né spiegare oppure
regolamentare.
Lui, matematico in
pensione, visitando una mostra di pittori per diletto in una sala
cittadina incontra le opere di lei, infermiera laureata in forza
all'Ospedale policlinico San Matteo che si ricrea l'animo nel tempo
libero attraverso tele e colori, tra tante altre lì esposte e
tornerà più volte ad ammirarle.
Pensavano di avere perso
ogni treno o mazzo di chiavi o biglietto vincente per la felicità e,
invece, stavano solamente aspettando il momento giusto, il tempo
maturo per innamorarsi restando sé stessi, liberi eppure uniti nel
nome dell'amore lungo il resto dei giorni che sarebbero venuti loro
incontro.
Si prendono, infatti, una
vacanza da sé stessi e dalla città che li ha fatti incontrare senza
lasciarla affatto, nascondendosi agli occhi del mondo circostante per
lasciare che l'amore li prenda dal lato umano, rendendo quella cosa
vecchia quanto l'umanità stessa una cosa sempre nuova da sognare:
come spesso accade durante una bella vacanza.
Questa è una storia di
due cuori, solitari per cause indipendenti dalle rispettive volontà,
i quali incrociano le proprie rotte, le rispettive traiettorie, i
loro peculiari percorsi in una città che non sa che farsene
dell'amore e, in ultima analisi, anche di loro così come degli
artisti e degli artigiani del vivere quotidiano o del quieto vivere
che la innervano e la popolano.
Pavia, infatti, si limita
allo specifico ruolo di palcoscenico, di quinta e fondale o di
scenario appena accennato nel quale Priscilla e Lucio, adulti
consapevoli e maturi perché forgiati da esperienze pregresse,
scelgono di essere umani fino in fondo facendo delle rispettive vite
un capolavoro e prendendosi una vacanza dal mondo senza allontanarsi,
senza pubblicità, senza alcun falso pudore.
Quando nasce un amore,
non è mai troppo tardi perché chi si guarda nel cuore sa bene
quello che vuole, prende quello che c'è e lo fa senza correre o
affannarsi: basta arrivare per tempo.
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©2026 Testo di Claudio Montini
©2026 Immagine di Orazio Nullo

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